Le sfide nella gestione del personale

“Il segreto del successo sono le persone di cui ti circondi”.
È l’insegnamento principale che Mark Zuckerberg ha trasmesso agli studenti dell’università Luiss di Roma nell’incontro del 29 agosto.
Per uno studente universitario questa frase può avere il senso del: “dimmi con chi vai e ti dirò chi diventerai”. Le persone che frequentiamo, infatti, possono influenzare il nostro atteggiamento nei confronti del lavoro e, in generale, della vita.
Per un imprenditore il messaggio del fondatore ed amministratore delegato di Facebook assume questo significato: le persone sono l’asset principale di un’azienda. Alla fine possono determinare il suo successo o l’insuccesso. Sì perché l’imprenditore che ci vede lungo quando si tratta di prodotto e mercato, ma è miope sul fronte del personale fa davvero fatica ad avere successo. Oppure magari lo raggiunge ma non riesce a mantenerlo nel tempo.
A dire il vero sul fronte della gestione del personale sono pochi gli imprenditori ci vedono lungo. Anche chi riconosce l’importanza delle persone per il successo dell’azienda spesso non ha la reale percezione delle odierne sfide nella gestione del personale.
Nella mia attività di direttore del personale in outsourcing devo affrontare alcune sfide che richiedono al tempo stesso il rispetto delle normative e la duplice capacità di gestire i talenti e i costi aziendali .
Di seguito illustrerò le 5 principali sfide, mostrando anche quanto sono percepite dagli imprenditori e quanto nella realtà rappresentano una minaccia per l’azienda. In questa immagine è abbastanza chiara la differenza tra percezione e realtà.

sfide

I sfida: Risparmiare in termini di costi del lavoro o di costi di contenzioso

Il costo del lavoro in Italia è da sempre tra i più cari nel mondo e le aziende godono di poche agevolazioni. Ai costi “ordinari” poi talvolta si possono aggiungere anche quelli straordinari necessari per liberarsi di persone “sbagliate”, persone che si sono rivelate più delle zavorre che delle risorse. C’è da dire che il Jobs act ha ridotto e semplificato i costi di licenziamento ma per l’imprenditore restano sempre alti. Mentre spesso sottovaluta il costo che deve sostenere per mantenere un lavoratore poco produttivo e demotivato. Nel mio libro Quando un rapporto di lavoro finisce ho trattato anche questo tema.
In ogni caso quello dei costi di gestione del personale rappresenta da sempre un problema per gli imprenditori, talvolta quasi un ossessione. In realtà il personale è un costo solo se non viene scelto e gestito in modo adeguato.
Nelle aziende dove le persone vengono scelte con attenzione e vengono formate adeguatamente per offrire sempre migliori performance il personale non è un mero costo ma un investimento. E, come suggerisce anche Zuckerberg si tratta di un investimento davvero redditizio nel tempo.

II sfida: districarsi nella fitta selva delle norme del lavoro
Su questo fronte la percezione dell’entità della sfida da parte degli imprenditori è pari a quella di chi si occupa della gestione del personale. Sappiamo bene quanto sia complessa e piena di cavilli la normativa sul lavoro, tanto da credere a volte di non essere liberi di decidere nulla. Se effettivamente i contratti e le norme sul lavoro sono molto stringenti, una buona conoscenza della materia, la collaborazione con i sindacati aziendali ed una corretta policy sono di estremo aiuto per allentare i paletti e permettere all’azienda un maggiore spazio di movimento.

Le ultime tre sfide di cui parlerò sono quelle che molto spesso l’imprenditore coglie, ma magari sottovaluta la loro entità e spesso non le affronta nel modo giusto. Eppure possono fare davvero la differenza perché vanno nella direzione del messaggio di Zucherbeg: se vuoi avere successo assumi le persone giuste.

III Sfida: attrarre e scegliere le persone giuste
Le “persone giuste” sono quelle coerenti con la realtà aziendale, ovvero quelle che hanno le giuste competenze ma soprattutto l’atteggiamento mentale. Sono quelle che condividono la vision e i valori aziendali. L’azienda deve essere abile nel comunicare esternamente, ma anche internamente la propria mission, vision o più semplicemente le regole comportamentali, gli usi ed abitudini proprie. La regola d’oro per le assunzione in facebook è “se si ribaltasse la situazione, ovvero il candidato fosse il mio titolare, io Mark Zuckeberg lavorerei per lui?”.

IV sfida: trovare le giuste leve per la motivazione del personale
La quarta sfida, poco percepita è la motivazione che deve perdurare nel tempo e che significa fornire al dipendente le corrette aspettative e cercare di non deluderle. Questa caratteristica è fondamentale per ogni individuo. Si lavora 8 ore al giorno per cinque giorni la settimana per più di quarant’anni, pertanto motivare le persone è fondamentale in un team soprattutto quando i periodi sono difficili come quello che sta attraversando ora l’industria italiana. Inoltre sono le persone con maggior talento che hanno più mercato quelle che per prime decidono di andarsene. Così il rischio è di ritrovarsi solo con i dipendenti meno volenterosi e produttivi.
Di solito si tende a considerare come unica leva motivazionale la retribuzione. In realtà l’abusato aumento economico serve per livelli bassi di stipendio e crea un sorta di assuefazione. Statisticamente quando una persona raggiunge un nuovo livello di reddito, dopo qualche mese si sarà assuefatto al nuovo tenore e lo stimolo iniziale non avrà più effetto. La motivazione è un fattore soggettivo. E’ per questo che studio le leve motivazionali attraverso test specifici. La ricerca di nuovi obiettivi e sfide, la voglia di sperimentare sempre nuovi ruoli ed attività è uno stimolo per alcuni dipendenti, mentre per altri lo è il fatto di lavorare in un ambiente familiare, per altri ancora la sicurezza e la stabilità è il motivo che li spinge a scegliere un posto di lavoro piuttosto che un altro.
Quindi per vincere la sfida della motivazione del personale non esiste una sola soluzione ma un mix che dipende sempre dalle persone con cui si ha a che fare.

V sfida: la definizione dei ruoli e delle responsabilità
La corretta definizione dei ruoli e delle responsabilità in azienda è di fondamentale importanza. Lavorare in una azienda significa gestire progetti, attività e molto spesso anche persone per conto di un superiore o della proprietà stessa. Nelle analisi che svolgo in azienda mi capita di scoprire che le procedure prevedono attività diverse da quelle descritte negli organigrammi, che vengono spesso considerati come  pezzi di carta da esporre in bacheca. In realtà devono essere la prima fotografia aziendale di chi è responsabile in azienda. Guardate gli organigrammi della vostra realtà e spesso troverete che ci sono ruoli o persone che non esistono più o non lavorano più per quell’azienda. Poche volte mi è capitato di trovare nelle aziende le job description, cosa che dovrebbero avere tutti i dipendenti prima ancora di essere assunti. Non si assume una persona identificata solo da nome e cognome, ma un collaboratore che ha un ruolo ben preciso con caratteristiche definite non solo in termini di competenze tecniche ma anche di tipo trasversale e quella persona deve aver chiaro quello che gli viene richiesto e gli obiettivi che ci si aspetta dalla propria attività. Questo permette di non prestare il fianco a possibili alibi e soprattutto responsabilizza i dipendenti, ponendo le basi per i corretti processi di delega al personale. Le squadre di calcio ne sono un esempio molto evidente: ogni giocatore ha un ruolo ben definito con caratteristiche precise e funzionali al gioco che si intende sviluppare, alla filosofia dell’allenatore. Non ci sono 11 attaccanti, nè 11 difensori e a volte una formazione meglio organizzata ha migliori risultati di una più talentuosa e con giocatori decisamente più forti.

Se sei arrivato fino alla fine di questo lungo post vuol dire che anche tu percepisci l’importanza di una corretta gestione del personale. Prossimamente pubblicherò un report dove approfondirò questo tema. Nel frattempo ti chiedo: quali sono per te le sfide più impegnative nella gestione del personale e come le stai affrontando?