Dal talento al successo: il colloquio di lavoro

Mi hanno sempre affascinato le foto che raffigurano il momento prima di un grande successo.
Questa ritrae i Beatles mentre si preparano ad attraversare la strada per la foto che è diventata una vera e propria icona riprodotta in migliaia di versioni ovunque: la storica passeggiata sulle strisce pedonali della copertina dell’album dell’album Abbey Road .
Questa foto “dell’istante prima” mi viene in mente ogni volta che conduco dei colloqui per la ricerca di collaboratori o affianco dei clienti nella selezione del personale.
Il colloquio infatti può essere visto come il momento prima di un potenziale successo aziendale. Dinanzi a noi abbiamo una persona che, sulla carta potrebbe anche essere un talento, ma il risultato finale dipende da cosa decidiamo di farne di quel talento. Insomma, per tornare alla foto non è certamente lo sguardo della signora accanto ai Beatles quello che ha prodotto il successo della copertina di Abbey Road ma lo sguardo competente del fotografo che ha saputo valorizzare il talento dei 4 ragazzi di Liverpool, proiettandoli anche nel futuro. Ecco quello che manca spesso nei colloqui di selezione: uno sguardo competente e soprattutto rivolto al futuro!

Spesso i colloqui di selezione vengono condotti con un atteggiamento simile allo sguardo della signora che probabilmente conosceva i successi passati dei Beatles ma non poteva intuire quelli futuri e neppure poteva contribuirvi. Nella maggior parte dei colloqui di selezione i candidati vengono invitati a ripetere il contenuto del proprio curriculum magari dando una forma un pò più narrativa ad un elenco di date, ruoli e mansioni. Mentre i datori di lavoro sfruttano spesso questa occasione per autocelebrare i propri successi passati e presenti.Ciò che manca spesso nei colloqui è la dimensione del futuro.
Lo “slancio migliore” l’ho visto durante un colloquio in cui ero dall’altra parte della scrivania nel ruolo di candidato per una collaborazione con una società di consulenza. L’esaminatore mi ha chiesto: “Come ti vedi qui fra 10 anni?” Peccato che prima si era dimenticato di dirmi quali fossero gli obiettivi della sua società e la vision.

A questo punto chiedo: qual è il vero obiettivo di un colloquio?
Scegliere la persona giusta, quella che, con il proprio lavoro, porterà valore all’azienda, alla nostra azienda. Ho evidenziato “la nostra azienda” perché spesso le persone vengono scelte solo in ragione del fatto che le esperienze passate sembrano congruenti con il lavoro che dovrebbero svolgere. A volte però capita che quello che sulla carta era un talento ( o sembrava tale) si riveli inadeguato, per non dire incapace. Ciò non dipende necessariamente dal fatto che quella persona aveva barato, millantando esperienze mai fatte, ma semplicemente dal fatto che nella selezione non si è tenuto conto di altri ingredienti molto importanti che producono l’alchimia della performance eccellente.
Ecco perché prima di partire con la selezione è fondamentale chiarire i bisogni e le prospettive dell’azienda. Questi poi ci aiuteranno a definire meglio il tipo di persona da selezionare: le competenze tecniche indispensabili e quelle soft (capacità di problem solving, comunicazione efficace, orientamento al risultato….), ma anche le caratteristiche personali che lo rendono più adatto ad essere un membro del nostro team.
Un ottimo curriculum è certamente la base per trovare una persona di successo, ma è fondamentale poter inserire ed integrare le competenze espresse in quel cv nella propria realtà, coordinarle verso il proprio percorso aziendale. Il genio che non collabora con il nostro team o che non condivide i nostri obiettivi o la nostra “cultura” aziendale potrebbe addirittura essere dannoso.
Da questo punto di vista le job description possono essere uno strumento valido perché non solo ci consentono di definire il ruolo (cosa fare) che dovrà ricoprire la persona che stiamo scegliendo, ma anche le competenze richieste (come farlo) e soprattutto il senso della sua presenza in azienda (perché). Una job description ben strutturata ci consente di operare una scelta in armonia con gli obiettivi aziendali e con la vision a cui la stessa azienda ambisce.

Per attrarre dei talenti dobbiamo anche saper comunicare in modo più chiaro e preciso cosa sta creando e dove sta andando l’azienda.
E quando poi finalmente incontriamo un talento dobbiamo metterlo nelle condizioni di esprimersi al meglio.
D’altronde

“tutti siamo geni. Ma se giudichi un pesce da come si arrampica su una montagna, penserà per tutta la vita di essere uno stupido.”
(Albert Einstein)

Buona selezione a recruiter e candidati.